Resoconto sui costi dell’aggressione relazionale: la settimana della Salute Mentale dei Bambini

Un articolo molto interessante apparso su A Mighty Girl ci ha fornito lo spunto per un pensiero questa settimana. Quali sono gli effetti a lungo termine di un tipo di prepotenza non-fisica, la cosiddetta aggressione relazionale, e da quale età i nostri bambini sono capaci di esternare questo comportamento?

“I genitori sono spesso spaventati nel concepire che l’aggressione relazionale – che utilizza minacce di troncamento di amicizie, ostracismo e altre forme di esclusione sociale – possa far parte anche dei bambini dai tre anni in su”. L’autore sottolinea che se genitori e insegnanti dovessero notare una di queste forme meno scontate di prepotenza, è chiaro che bisogna prestarvi la stessa attenzione riservata all’aggressione fisica. Nel giornale Wall Street Online, Laura Barbour, consulente di una scuola elementare di Oregon, osserva che “i bambini dimenticano le litigate al parco giochi, ma non dimenticano quando vengono loro rivolte parole di cattiveria o quando vengono lasciati in disparte”.

 

I problemi dello sviluppo hanno un ruolo importante, i ricercatori sono tutti concordi in questo. Le bambine, in media, sono più attente alla sfera sociale rispetto ai maschietti loro coetanei. L’ostracismo come metodo per punire è più comunemente riconosciuto nelle femminucce e può iniziare a svilupparsi molto presto, anche a due anni e mezzo. Laurel Klaasen, consulente della scuola elementare di Iowa, afferma che “a quell’età le bambine pensano già ad essere popolari, ad essere le reginette della classe o quelle del parco giochi e a vantarsi di una posizione tale”.

L’empatia relazionale sembra essere la maniera migliore per contrastare questa particolare forma di aggressione: “Immagina come ti sentiresti se qualcuno facesse una cosa del genere a te”. Diversi studi hanno dimostrato che i bambini si rendono conto facilmente che l’aggressione relazionale è molto più dolorosa di un calcio o un pugno. Capire che l’aggressione relazionale non è qualcosa che i bambini, soprattutto i più piccoli, possono affrontare da soli va in qualche modo verso il centro della questione. La settimana della salute mentale del 2018 – che ricorre tra il 5 e l’11 febbraio – vuole aiutare i bambini ad affrontare sentimenti di isolamento incoraggiandoli ad essere orgogliosi della loro unicità.

 

“Possedere una visione positiva di se stessi può aiutarci a fare i conti coi cambiamenti della vita e riconoscere le diverse qualità degli altri ci può permettere di metterci in relazione con chi ci circonda - il che è di importanza vitale per il benessere nostro e degli altri”. Gli organizzatori della settimana della salute mentale dei bambini intendono far arrivare ai bambini forte e chiaro  il messaggio che è fantastico #EssereSeStessi  e chiede ai genitori o tutori che sia di aiutare i bambini a far sviluppare una stima in se stessi e a riconoscere i propri punti di forza e abilità. Anche tu puoi spargere parola a scuola di tuo figlio o in altre scuole che conosci!

E tu, ti vuoi impegnare in prima persona per la Settimana della Salute Mentale dei Bambini? Sei mai stato/a testimone di alcune aggressioni del genere da parte di tuo figlio?

 


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